chi siamo

IL CLUB è…..

Cara famiglia,

smettere di bere non è  facile, cambiare le proprie abitudini e i propri comportamenti lo è ancora meno. Soprattutto è difficile farlo da soli. L’esperienza nel Club ci ha insegnato che “fare assieme” è molto più facile, più costruttivo e, perché no, molto più bello. Sicuramente incontrerete anche delle difficoltà e tutti noi, con le nostre famiglie, saremo lì per sostenervi, sapendo che, quando capiterà a noi di averne bisogno, sarete voi a darci una mano…..

 

 

L’IDENTITA’ DEI CLUB ALCOLOGICI TERRITORIALI:
Hudolin favorì un processo di de-istituzionalizzazione della cura dei problemi alcolcorrelati arrivando, il 1º aprile del 1964, ad istituire dei gruppi terapeutici per gli alcolisti e le loro famiglie collocati non all’interno dell’ospedale psichiatrico ma nel territorio di provenienza dei pazienti stessi. Tali gruppi, denominati Club degli Alcolisti in Trattamento (ora Club Alcologici Territoriali-metodo Hudolin), hanno l’immediato obiettivo di favorire un coinvolgimento delle comunità locali nei processi di prevenzione e trattamento dei problemi alcolcorrelati.

Tale percorso lo porterà, nel 1986, a proporre un approccio di cura delle problematiche legate all’alcol prevalentemente centrato sull’azione dei Club, con una forte enfasi sulle potenzialità di mutuo sostegno fra le famiglie con problemi alcolcorrelati.
Il passaggio da una cura centrata sull’ospedalizzazione e sulle competenze professionali ad un intervento focalizzato sulle capacità di cura reciproca tra persone che condividono una comune esperienza, viene giustificato concettualmente da Hudolin con l’affermazione che l’alcolismo non può essere considerato come una vera e propria malattia ma va, piuttosto, visto come un particolare modello comportamentale, uno stile di vita che riguarda non solo il cosiddetto ‘alcolista’, ma anche la sua famiglia e la comunità locale di appartenenza.
“L’aspetto rivoluzionario dell’approccio del Prof. Vladimir Hudolin deriva dal fatto che non si occupa solo dell’alcolismo di poche persone ma del bere di tutti. Attraverso le settimane di sensibilizzazione e formazione infatti il Prof. Hudolin non solo fornisce la metodologia di trattamento delle persone e delle famiglie con problemi di alcol ma soprattutto mette in discussione la nostra “cultura del bere” proponendo il suo modello che negli anni è andato definendosi come “l’approccio ecologico-sociale ai problemi alcol correlati e complessi”.
Questo modello interpreta l’alcolismo e gli altri problemi alcol correlati non come un “vizio” o come una malattia ma come un comportamento, uno stile di vita determinato da molteplici fattori sia interni che esterni alla persona tra i quali particolare importanza riveste la famiglia e la cultura generale e sanitaria della comunità dove le persone vivono e lavorano. L’accento viene così spostato dall’alcolismo al consumo di bevande alcoliche. L’obbiettivo di tale approccio è il cambiamento della cultura sanitaria e sociale… difficile ma non impossibile.
“Quando la rete coinvolge l’1% della popolazione inizia nella comunità locale un progressivo cambiamento della cultura sanitaria e generale nella comunità”. (Vl. Hudolin “Sofferenza multidimensionale della famiglia” pag.162).

Il Club Alcologico Territoriale
Il Club Alcologico Territoriale è costituito da famiglie con problemi alcolcorrelati e complessi. Il lavoro che un Club produce ha le basi su concetti etici morali e spirituali che quotidianamente ci accompagnano. Il condividere insieme difficoltà relative al consumo di alcol, il saper ascoltare le loro problematiche comporta il ritorno ad una vita serena, tranquilla dove regna la pace. Questo comporta una crescita e una qualità di vita migliore contribuendo alla costituzione di un capitale sociale di notevole importanza per le comunità. La sua funzionalità è data da un sistema ben strutturato con l’appuntamento settimanale in orario e giorno fisso, presenza di un massimo di 10 famiglie per iniziare e poi consolidare il cambiamento del proprio stile di vita e naturalmente per smettere di bere. Il “segreto” del successo dei Club sta da un lato nel saper mettere in comunione i problemi attivando forti correnti di solidarietà e di amicizia, dall’altro nel saper mettere in azione risorse nuove presenti nelle famiglie e nella società. Il cambiamento creatosi attraverso il dialogo, lo scambio di opinioni, i vari incontri, portano ad una maturazione di tutta la Famiglia, ad una crescita responsabile che si riflette benevolmente nella comunità, attraverso un sistema dinamico come deve essere il mondo dei Club.